Che forma vogliamo dare al nostro futuro?
30 Dicembre 2025

Che forma vogliamo dare al nostro futuro?

Come migliorare la qualità della vita e della nostra salute futura sulla base delle scelte che facciamo oggi. Lo spiega Ennio Tasciotti, Director Human Longevity Program IRCCS San Raffaele.

La longevità dipende dalla salute ma anche da fattori fisici, emotivi, intellettuali, sociali, occupazionali e finanziari.
Il futuro, secondo il filosofo Karl Popper, è molto aperto e dipende dalle azioni collettive e individuali di oggi, domani e dopo domani. E questo vale anche in materia di salute su cui è intervenuto Ennio Tasciotti, illustrando i progressi della medicina e fornendo molti spunti di riflessione.


Una prima considerazione è che i costi medici sono una variabile determinante del nostro futuro. L’84% di tutti i costi medici, esordisce Tasciotti, sono causati da quattro S, dalle iniziali delle variabili coinvolte: sedentarietà, scelte alimentari, stress e stravizi. Lo dice il buon senso ma lo sostengono anche ricerche mirate come quella dell’Istituto americano National Institute on Aging che sottolineano il ruolo di prevenzione svolto dalle attività cognitive (come lo stimolo ad imparare qualcosa di nuovo), dalle relazioni con amici e parenti e dalla regolarità dei controlli medici.


Sulla qualità della nostra vita futura, insomma, se vogliamo possiamo intervenire con scelte di prevenzione e di pianificazione. Una qualità della salute ottimizzata permette di ridurre il periodo di vita destinato alla fragilità quando aumenta l’incidenza di malattie cardiovascolari, respiratorie, oncologiche e neurodegenerative, spesso coesistenti nello stesso individuo. Ad esempio per malattie neurodegenerative come Alzheimer e demenze, secondo alcune ricerche citate da Tasciotti, i costi annui possono oscillare facilmente tra i 35 e i 55mila euro annui per quanto riguarda la quota privata a fronte di una quota pubblica che oscilla tra i 10 e i 25mila euro. Inoltre il peso della spesa sanitaria in percentuale del PIL sta crescendo drammaticamente, con un picco del 16% negli USA e una quota intorno al 6% per l’Italia, ammonisce Tasciotti. Come fare fronte a questa situazione? La soluzione finanziaria a questo problema non è sempre semplice, mentre ci sono leve più facili da manovrare per quanto riguarda il miglioramento della qualità della vita.

La longevità e l’altra faccia della medaglia, cioè l’invecchiamento, sono, infatti, processi multifattoriali, spiega Tasciotti. Vale a dire che sono influenzati da molteplici fattori difficili da mappare e da tenere sotto controllo. Anche se oggi, invece, questo è più facile grazie allo sviluppo tecnologico che rende agevole l’acquisizione del profilo genetico di una persona, la sua storia di immagini diagnostiche, i dati derivanti dai dispositivi portabili con tecnologie sempre più sofisticate per il monitoraggio dell’attività fisica, dell’autonomia e del benessere. Per non parlare dell’impatto dell’intelligenza artificiale sulla nutrizione personalizzata, la nutrigenomica e l’analisi del microbioma intestinale.


Stanno cambiando anche gli standard clinici delle malattie e un aggiornamento continuo permette di sviluppare modelli predittivi accurati che rendono la medicina del futuro sempre più presente.
La medicina della longevità, ribadisce Tasciotti, è resa possibile dalla rivoluzione dell’IA, dai big data e machine learning.
L’interrogazione di questa ingente massa di risultati clinici, infatti, rende possibili previsioni dei fattori di rischio sempre più personalizzate. L’acquisizione e la digitalizzazione dei dati sanitari, con un’accorta gestione della privacy e l’interoperabilità dei dati, aiutano a individuare e quindi a gestire meglio, le criticità e i punti di debolezza dei pazienti. Il ruolo clinico cambia velocemente verso la creazione di ospedali virtuali rappresentati da una continuità di connessioni e sistemi di alert per intervenire sui pazienti anche a distanza quando necessario.


Non è fantascienza, conclude Tasciotti, stiamo parlando di un presente che, però, non tutti conoscono. A costi non proibitivi oggi è già possibile fare una mappatura genetica completa che predice i nostri fattori di rischio di malattia, la capacità di risposta a determinati farmaci ed altro ancora. Ci sono anche test
che valutano la corrispondenza tra la nostra età biologica e quella anagrafica.
Attenzione però alle mode e alle scorciatoie che, nella medicina, non sono sempre sostenibili. Un esempio? Alcuni nuovi farmaci blockbuster per la perdita di peso: dagli effetti miracolosi durante l’assunzione ma che difficilmente si mantengono appena termina il periodo di cura, conclude Tasciotti.

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