Proteggersi dalle truffe informatiche
30 Dicembre 2025

Proteggersi dalle truffe informatiche

Ogni giorno, nel mondo, si registrano in media 15 attacchi informatici gravi, che vuol dire il 36% in più rispetto a un semestre fa. In Italia, dove avviene il 10% degli incidenti globali, la minaccia è ormai quotidiana e tangibile: non solo grandi aziende e infrastrutture, ma sempre più famiglie e piccoli risparmiatori finiscono nel mirino di hacker e truffatori digitali. È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento del Rapporto Clusit 2025 – novembre 2025 – l’analisi semestrale sull’evoluzione delle minacce cyber in Italia e nel mondo. Tra le tecniche più diffuse, si fanno strada le truffe da social engineering. Il phishing – ovvero il furto di dati sensibili attraverso finte comunicazioni bancarie o messaggi fraudolenti – continua a rappresentare l’8% degli attacchi globali, ma con un impatto molto più alto nel nostro Paese. Qui le frodi “a tema bancario” si moltiplicano, grazie alla pervasività di e-mail, SMS e piattaforme di messaggistica che imitano perfettamente il linguaggio e l’immagine di istituti di credito e operatori finanziari. Il meccanismo è semplice ma micidiale: un messaggio che sembra provenire dalla propria banca avvisa di un presunto blocco del conto o di un accesso sospetto.

Segue un link che rimanda a un sito clone, dove la vittima – convinta di risolvere un problema urgente – inserisce credenziali e codici di sicurezza. In pochi minuti, il truffatore ha accesso al conto. Una volta digitato il codice OTP o approvata la notifica sull’app, i fondi vengono dirottati su conti esteri difficilmente rintracciabili. Secondo Clusit, queste truffe di social engineering si stanno evolvendo in modo sempre più mirato e psicologicamente sofisticato.

Si differenziano per canale che utilizzano – lo smishing, passa da un SMS, spesso con un link apparentemente innocuo (“Il tuo pacco è in giacenza, clicca qui per ritirarlo”), e vishing utilizza una telefonata, con un falso operatore che convince la vittima a rivelare codici o password. Il tratto comune è che gli aggressori fanno leva sull’urgenza emotiva, inducendo l’utente ad agire senza riflettere. È lo stesso meccanismo che alimenta anche il fenomeno delle truffe da impulso al pagamento online, oggi in forte crescita. Si tratta di messaggi, annunci o pagine web che spingono a “cliccare subito” su offerte lampo, premi o spedizioni da sbloccare con pochi euro. Una volta effettuato il pagamento, la vittima non riceve nulla, ma i dati della carta vengono salvati e utilizzati per transazioni non autorizzate. Un esempio tipico? Le finte comunicazioni di corrieri, o le pagine social che pubblicizzano prodotti di marca a prezzi stracciati, spesso sponsorizzate da account apparentemente legittimi.

Nel primo semestre 2025, il cybercrime è stato responsabile del 76% di tutti gli attacchi globali, con una crescita senza precedenti. In Italia, oltre la metà degli incidenti è stata classificata come Hacktivism – attacchi dimostrativi, spesso politici – ma gli episodi di frode digitale, furto di dati e truffe finanziarie continuano ad au­mentare in modo silenzioso. Il fenome­no del phishing bancario resta uno dei più redditizi: secondo le stime, per ogni migliaio di messaggi inviati, bastano poche decine di risposte per garantire un ritorno economico elevatissimo. Le cam­pagne si diffondono in modo industriale, anche grazie all’intelligenza artificiale generativa, che oggi permette di creare testi, grafiche e siti fake indistinguibili da quelli autentici. Tra i consigli più efficaci: diffidare sempre di link ricevuti via SMS o e-mail, non inserire mai codici bancari in pagine raggiunte da messaggi non richiesti e verificare sempre, tramite canali ufficiali, la veridicità delle comunicazioni.

La vostra sicurezza è una nostra priorità.

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